Thursday, July 29, 2010

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La redazione di PeriodicoFree.it
FREE, UN GIORNALE IN PROGRESS. La sfida dell’informazione per una cittadinanza più civile e per un dibattito politico più serio e produttivo.

Il Magazine di Informazione e Cultura FREE nasce nel 2001 nella città di Altamura (Bari) su idea di un gruppo di giovani studenti con l’obiettivo di offrire un’informazione diversa da quella istituzionale, politicamente scorretta, vicina al cittadino nella sostanza del linguaggio e nel formato ridotto tipico di un free press che potesse raggiungere un target differenziato, dai più ai meno giovani. Un obiettivo da raggiungere attraverso uno strumento di differenziazione importante quale è la distribuzione gratuita.
Nasce come una sfida in uno scenario locale, quello del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, troppo spesso non rapido nel governare i cambiamenti ma in una visione del mondo aperta a nuovi ed originali stimoli provenienti dal mondo dei media regionali e nazionali.

Un rapporto tra local e global che un giornale di informazione deve incoraggiare, mettere in discussione, proporre altre vie e magari comunicare migliori pratiche di governance attuate fuori dalle mura o, nei casi di negligenza delle pubbliche amministrazioni, comparando il fare delle amministrazioni delle città altre che sostanzialmente rappresentano identità con cui tessere rapporti “senza se e senza ma” nell’ottica di un progressivo miglioramento nelle sfide della globalizzazione.
Un magazine nato come esperimento sociale, come sfida personale e collettiva insieme che costruisse, nel tempo, un rapporto costante informazione-civiltà, in cui la prima influenza in maniera determinante la seconda, portando a risultati a lungo termine oggettivamente evidenti sia all’interno che all’esterno della redazione. Nel tempo, anche tra lentezze nel migliorare il “prodotto giornale” e l’offerta editoriale per un approccio al mezzo come hobby-passione, FREE ha parlato in maniera efficace e diretta dei problemi della città, ha contribuito al dibattito pubblico inserendosi nell’agenda politica laicamente e facendo parlare la cittadinanza, le intelligenze, gli studenti, le imprese, gli anziani, i bambini, i diversamente abili, le donne, gli immigrati. Aprendo un dialogo nuovo tra Chiesa e giovani, tra credenti e laici.

Ha dunque ripensato la città come l’insieme delle identità che la compone. Senza distinzioni di sorta e senza gerarchie. Nel corso degli anni la sua voce, tra radio, tv ed il web, ha messo in discussione, nel piccolo, un fare giornalismo tipicamente italiano. Non ha visto ciò che gli pareva, ma ha raccontato quello che accadeva. Ha fatto opinione. Ha posto democraticamente domande e ha chiesto serie ed immediate risposte alle istituzioni locali e regionali presentando proposte nell’ambito delle politiche giovanili, settore per cui la sua redazione si è distinta in città sin dall’inizio risultando tra le associazioni più dinamiche – risultate da ultimo vincenti nel progetto ideato dalla Regione Puglia con il bando “Bollenti Spiriti” – e delle politiche ambientali (discariche abusive, energie rinnovabili, raccolta differenziata), e soprattutto ha aperto un dibattito serrato, polemico e costruttivo per il recupero e la valorizzazione dei beni culturali della città di Altamura, su tutti la Cattedrale del 1232 voluta da Federico II, la Valle dei Dinosauri (30mila orme), l’Uomo Arcaico (Homo Neanderthalensis, unico in Europa per la sua conformazione strutturale), ed inoltre il dibattito sulle prospettive di un vero e proprio “bene culturale” gastronomico quale il Pane di Altamura, l’unico col marchio Dop in Europa.

In tutto questo, senza dimenticare le difficoltà e le ripartenze, la crescita del mezzo è stata anche il riflesso della crescita della redazione, anche e soprattutto nell’incrocio dei percorsi personali, didattici e professionali dei singoli.
Oltre alla città come il risultato delle diverse identità presenti al suo interno non è mancata la consapevolezza contestuale e parallela che i risultati collettivi fossero la somma non algebrica ma valoriale di quelli dei singoli redattori.
Una scommessa per il futuro, che si rinnova progressivamente, tra nuovi stimoli, idee, proposte, miglioramenti anche di forma attraverso l’utilizzo sapiente delle immagini e quindi di un paratesto più pulito ed originale al fine di sviluppare una lettura che si adegui il più possibile alle intenzioni di chi lo pubblica e possibilmente di chi lo legge.

Il ruolo della redazione in un giornale
Il ruolo della redazione risulta estremamente importante. E’ la struttura portante di quello che si realizza. E’ la spina dorsale di un pensiero che deve farsi collettivo. L’insieme delle singole espressioni costruisce l’identità del giornale. Se una di queste sbaglia, anche l’identità del gruppo viene messa in discussione dai lettori, dai colleghi, dai padri, dalle imprese. Da chi è chiamato a governare. La bellezza di un luogo materiale ed immateriale insieme è nella condivisione di una visione del mondo, di un parlare ai lettori e ai cittadini attraverso una motivazione, una passione, una cultura personale condivisa. Lo si evince dalle discussioni nate per via dell’editoriale della mattina sul quotidiano nazionale, sulla dichiarazione del segretario di partito, sulle prese di posizione del sindaco della città, sull’ultimo libro edito da quella casa editrice, su quel cd campione di vendite che ci ricorda chi siamo e chi saremo. Esempi di sentire comune che va oltre la penna, si fa identità, si fa storia legandosi ad un territorio.

 
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