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Oggetto: mostra dal titolo “Ritratti Astratti” di Giovanni Comodo CULTURA - martedì 20 luglio 2010
Oggetto: mostra dal titolo “Ritratti Astratti” di Giovanni Comodo
 
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Dal 12/07 al 16/08 presso la Sede della Pro loco di Altamura (Ba), in piazza Repubblica 10, dal 12/07 al 16/08: Percorso d'arte di Giovanni Comodo in arte Gi.Co.
Chi decide di affrontare il mistero della propria esistenza umana o è un saggio o è un folle. Se poi sceglie di raccontare questo viaggio di ricerca, allora diviene un eroe. Giovanni Comodo, in arte Gico, testimonia tutto ciò nelle sue opere, guidando chi le osserva in un percorso iniziatico che, dalle radici più profonde ed intime dell’animo, assurge all’incontro con il senso superiore e trascendente dell’anima. È il risveglio dell’essere, che sceglie di realizzarsi nel mondo reale come piena presenza.
Il desiderio/bisogno dell’artista di raccontarsi erompe con una energia più potente ancor che inconsapevole. Non c’è nulla di studiato, tutto nasce da una riflessione profonda sul senso dell’esistenza. Senza la pretesa di avventurarsi negli assoluti, Gico ci regala la narrazione di una vicenda umana in cui noi tutti possiamo ritrovarci. Le sue opere mostrano, ritratti sulla tela, gli archetipi universali del viaggio eroico che ciascuno può scegliere di intraprendere, per ritrovare se stesso e rappresentarsi nel mondo. È un racconto che sa di miti antichi, e si colora delle tinte del nostro reale, con una delicatezza ed un’intensità che affascinano chi guarda. Non si è solo spettatori, si partecipa all’energia che erompe dalle tele, e raggiunge i nostri sensi. È un invito affascinante che smuove i corpi con la sua sensualità e raggiunge le anime, provocando a tratti turbamento, a tratti gioia. Gico, come compete a chi sceglie di guidare se stesso nell’esplorazione dei propri mondi interiori, è un provocatore intenso. Il pregio delle sue opere è tenerci nella realtà, dove i segni della sofferenza dell’animo umano che si dibatte nella confusione e nell’incertezza, si alternano alla serenità che nasce dal senso di avere finalmente compreso. Il regalo di cui tutti partecipiamo è il risolversi degli intensi conflitti in una superiore armonia che rivela l’anelito dell’artista allo spirituale, raccontando la soluzione che l’uomo ha ricevuto come ispirazione. La sintesi superiore è la volontà di condivisione con lo spettatore.
(recensione a cura del Dott Pietro Caforio)
 

 
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