Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora, per uso industriale nonché l'utilizzo dei prodotti dell'amido della stessa come mangime. Una decisione che pone fine alla moratoria in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti Ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni. La Puglia dice no all’invasione di prodotti agricoli transgenici “Non consentiremo a nessuno di coltivare nella regione né la patata transgenica, né qualsiasi altro prodotto Ogm». Quasi un coro quello delle confederazioni agricole regionali, che appaiono compatte come non mai. Il via libera di Bruxelles sulla patata Ogm «Amflora», alimenta più di un timore, non solo sul piano della salute, ma anche e, soprattutto, sul fronte economico. Si teme - sintetizzando la questione - che la patata potrebbe fare da apripista alle altre colture, causando un ulteriore crollo dei prezzi. “L’agricoltura pugliese, così come quella di tutta l’Italia, essendo di qualità, non ha bisogno di transgenico, che causerebbe la standardizzazione dei prodotti», afferma Antonio Barile, presidente della Cia di Puglia. «Con le coltivazioni Ogm - aggiunge - in Puglia azzereremmo noi stessi, snatureremmo la nostra agricoltura. Dobbiamo, piuttosto, difendere la biodiversità, che è il fondamento della nostra tipicità. La Cia di Puglia è contraria agli Ogm: sarebbero prodotti dannosi sia sul piano economico che su quello produttivo». (www.gazzettadelmezzogiorno.it)
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